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Il sole nelle ali

"Tutto ciò che è impossibile resta solo ancora da compiere" (Jules Verne).
E’ questo lo spirito con cui affronta ogni suo nuovo progetto Bertrand Piccard, famoso per aver compiuto nel 1999 il primo giro del mondo senza soste in pallone aerostatico, figlio di Jacques e nipote del celeberrimo August che inventò la prima cabina pressurizzata e progettò il batiscafo "Trieste".
Osare sempre, spingendosi oltre i limiti, apparenti, della natura e della tecnologia. E la nuova sfida di Piccard vola alto, è il caso di dirlo, spinta non solo dalla forza del coraggio, ma dallo sguardo luminoso di un dio antico: il sole.
Si chiama infatti Solar Impulse il nuovo progetto del medico svizzero presentato lo scorso 13 giugno al Salone Internazionale dell’Aeronautica di Le Bourget (Francia) e prevede la costruzione di un aeroplano monoposto alimentato unicamente a energia solare.
L’apparecchio sarà il primo di questo tipo in grado di volare fino alla stratosfera ininterottamente, 24 ore su 24, per cinque giorni consecutivi.

Il progetto di aereo solare Solar Impulse

Per compiere l’impresa l’aereo dovrà produrre e immagazzinare la maggiore energia possibile durante le ore diurne che, considerata l’intensità luminosa necessaria, si riducono in pratica a solo 8 ore di sole sfruttabili su 24.
Le sue ali, pertanto, saranno completamente rivestite da 80 mila pannelli solari ultasottili e flessibili, progettati con tecnologie aerospaziali per tollerare i notevoli sbalzi termici (da –60°C a + 80°C) e per resistere ai raggi UV. Un tappeto a celle fotovoltaiche di 240 m2, dunque, disteso su un’apertura alare enorme, 80 metri lineari, pari a quella del super-jumbo Airbus 380.

Sulle ali un esteso tappeto di celle fotovoltaiche

L’energia così prodotta alimenterà due motori elettrici da 15 kW e ricaricherà le batterie al litio che permetteranno all’aereo di viaggiare anche di notte.

Due ali tanto grandi però rischierebbero di risultare più sensibili alle turbolenze e di compromettere l’aereodinamicità dell’apparecchio. Per massimizzarne le prestazioni dunque, l’aereo dovrà essere costruito con un materiale ultraleggero a base di carbonio e tutte le attrezzature che verranno posizionate a bordo dovranno essere più leggere del solito. Solar Impulse peserà pochissimo, solo due tonnellate, circa quanto un’automobile.

Le ali di Solar Impulse rivestite dai pannelli solari

L’aereo volerà con una velocità di crocera di 100-150 km/h a un’altitudine di 12.000 m di giorno e di 3.000-4.000 m di notte. La cabina di pilotaggio pertanto, dovendo resistere a temperature bassissime (fino a -55°C), verrà dotata di vetri isolanti e di un dispositivo per eliminare l’umidità prodotta dal corpo del pilota che potrebbe trasformarsi in ghiaccio sui finestrini; sarà inoltre pressurizzata e munita di un sistema per la diffusione dell’ossigeno e l’eliminazione dell’anidride carbonica.

Solar Impulse è un progetto frutto della collaborazione di Bertrand Piccard con gli ingegneri del Politecnico federale di Losanna;  si avvale inoltre del contributo tecnico di oltre 60 specialisti e del supporto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). «L’aereo di Piccard intende usare il Sole come fonte primaria di energia, come già accade per i nostri satelliti - spiega Pierre Brisson, Responsabile del Programma di Trasferimento Tecnologico dell’ESA. - Con l’industria spaziale europea abbiamo sviluppato celle solari tra le più efficienti, sistemi intelligenti di gestione e di immagazzinamento dell’energia. Metteremo a disposizione queste competenze e le tecnologie più avanzate che possediamo, per sostenere Piccard nella sua sfida: dimostrare la potenzialità delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile».

La costruzione dell’aereo solare prevede un badget di 40 milioni di euro, una cifra che Piccard riuscirà a mettere insieme grazie al contributo di privati, fondazioni e sponsor prestigiosi. Il progetto inoltre può contare sul sostegno di alcuni padrini illustri come l’astronauta Buzz Aldrin, il fotografo Yann-Arthus Bertrand, il romanziere Paulo Coelho e Jean Verne, nipote del mitico Jules.
Per il momento a Le Bourget è stato presentato il modello di Solar Impulse e sono state effettuate al computer delle simulazioni di volo virtuale.

Il modello di Solar Impulse sorretto dal direttore marketing Luigino Torrigiani (il primo a sinistra) e dai tre futuri piloti: André Borschberg, Bertrand Piccard, Brian Jones.

Il primo volo dell’apparecchio è previsto nel 2008 e il viaggio intorno al mondo, per il quale Solar Impulse è stato concepito, è programmato per il 2010.
Il giro del mondo prevede cinque tratte di volo, ciascuna delle quali della durata di circa cinque giorni e durante le quali si alterneranno alla guida dell’aereo monoposto tre piloti: Bertrand Piccard, ideatore del progetto, Brian Jones, responsabile del programma di sviluppo sostenibile e inseparabile compagno di avventure di Piccard, e André Borschberg, responsabile esecutivo di Solar Impulse ed ex pilota di caccia dell’Aeronautica svizzera. L’aereo volerà su oceani e continenti, da ovest verso est, a una latitudine compresa fra 10° e 30° nord per avvantaggiarsi della spinta dei venti e dell’illuminazione giornaliera del sole.

In attesa di vedere l’aereo del futuro solcare i cieli di tante nazioni, non ci resta che augurare buon lavoro all’equipe di Solar Impulse con le parole di Jules Verne "nel mondo non si è mai fatto nulla di grande senza speranze esagerate".

Monica Rio

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